La Dismenorrea

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La dismenorrea, o dolore mestruale, si manifesta come un severo dolore a livello del basso ventre nelle donne durante la mestruazione. Solitamente si manifesta con caratteristica crampiforme e irradia a cosce e zona lombare. I sintomi che accompagnano la dismenorrea possono essere vomito, mal di testa, dolore alla schiena, diarrea, affaticamento, ecc. (Kannan and Claydon, 2014). Secondo la World Health Organization, la prevalenza stimata di dismenorrea varia dal 45 al 93% delle donne in età riproduttiva e le percentuali più elevate sono state riscontrate nelle adolescenti (Latthe et al., 2006).

La dismenorrea viene solitamente classificata in primaria (DP) e secondaria; la DP è caratterizzata da un dolore derivante da un eccessiva contrazione uterina, non associata a complicazioni a carico dell’apparato riproduttivo, differentemente dalla dismenorrea secondaria la quale è conseguente a lesioni a carico della zona pelvica (endometriosi, infiammazione pelvica cronica, alterazioni anatomiche, fibrosi uterina, ecc.) (Ou et al., 2012).

La dismenorrea primaria si manifesta, solitamente, un anno o due a seguito del menarca . Il dolore mestruale nella DP inizia alcune ore precedenti o al momento della mestruazione e perdura per almeno 2-3 giorni, con dei picchi di dolorabilità nelle prime 24-36h. Si è riscontrato inoltre un importante impatto sulla qualità di vita delle pazienti, traducendosi in molte ore di assenteismo dal lavoro o dalla scuola (Dawood, 2006).

La patogenesi della DP, sebbene il vasto numero di studi, non è del tutto compresa. È noto come il ciclo mestruale dipenda dalle variazioni cicliche delle concentrazioni di ormoni ovarici, e quindi anche dalle variazioni cicliche del livello delle prostaglandine e dell’attività contrattile uterina (Bulletti et al., 2000). Questi suggerimenti sono stati confermati da altri autori, i quali hanno dimostrato che le prostaglandine sono prodotte in eccesso nella dismenorrea. Le prostaglandine causano il restringimento dei vasi sanguigni dell’utero e un’anomala attività contrattile dell’utero, che porta a ischemia, ipossia e aumento della sensibilità delle terminazioni nervose (Ryan, 2017).

Il metodo terapeutico più comune risulta essere la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o contraccetivi orali (Matteson, 2013). L’efficacia varia dal 17% al 95%, tuttavia il trattamento farmacologico può condurre a effetti avversi, come nausea, tensione mammaria, disturbi visivi (Barassi et al., 2017).

La letteratura mette in evidenza prove dell’efficacia della Terapia Manuale, la quale può appunto essere considerata una terapia valida al fine di ridurre il dolore associato a dismenorrea primaria (Abaraogu et al., 2017). Lo studio di Ozgul e colleghi (2018), ad esempio, dimostra come un approccio globale di tipo fasciale alla zona pelvica associato a una corretta educazione dello stile di vita (esercitarsi regolarmente almeno 2h a settimana, limitare l’assunzione di caffeina, zucchero e alcool, ridurre o smettere di fumare) abbia, nel breve termine, un miglioramento sull’intensità del dolore, sui sintomi associati alla mestruazione e riduca la necessità di dover far uso di di farmaci antidolorifici.

A confermare l’efficacia di una buona educazione fisica ritroviamo lo studio di Ortiz e colleghi (2015), i quali valutano l’efficacia di un programma di allenamento fisico nell’alleviare i sintomi in pazienti con DP, concludendo con dei risultati che dimostrato come le tecniche di rafforzamento, allungamento e rilassamento muscolare e jogging, quando eseguite regolarmente, siano efficaci nel ridurre i sintomi causati dalla dismenorrea primaria.

In conclusione si può affermare che la Terapia Manuale Osteopatica può essere considerata un valido aiuto per ridurre la sintomatologia associata a dismenorrea primaria, in modo particolare se a questa si associata una corretta spiegazione, da parte del terapista, di esercizi e buone abitudini da adottare nella vita quotidiana.

Bibliografia
-Abaraogu, U.O., Igwe, S.E., Tabansi-Ochiogu, C.S., Duru, D.O. (2017) A Systematic Review and Meta-Analysis of the
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13(6):386-392.
-Barassi, G., Bellomo, R.G., Porreca, A., Di Felice, P.A., Prosperi, L., Saggini, R. (2017) Somato-Visceral Effects in the
Treatment of Dysmenorrhea: Neuromuscular Manual Therapy and Standard Pharmacological Treatment. The Journal Of
Alternative And Complementary Medicine. pp. 1–9
-Dawood, M.Y. (2006) Primary Dysmenorrhea Advances in Pathogenesis and Management. J. Obstet. Gynecol. 108, 428–
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-Kannan, P., Claydon, L.S. (2014) Some physiotherapy treatments may relieve menstrual pain in women with primary
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-Latthe, P., Latthe, M., Say, L., Gülmezoglu, M., Khan, K.S. (2006) WHO systematic review of prevalence of chronic pelvic
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-Matteson, K.A. (2013) Non-surgical management of heavy menstrual bleeding: A systematic review and practice
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-Ortiz, M.I., Cortes-Marquez, S.K., Romero-Quezada, L.C., Murguìa-Canovas, G., Jaramillo-Dìaz, A.P. (2015) Effect of a
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-Ou, M.C., Hsu, T.F., Lai, A.C., Lin, Y.T., Lin, C.C. (2012) Pain relief assessment by aromatic essential oil massage on
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-Özgul, S., Üzelpasaci, E., Ceren, O., Emine, B., Sinan, B.M., Türkan, A. (2018) Short-term effects of connective tissue
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-Ryan, S.A. (2017) The Treatment of Dysmenorrhea. Pediatric Clin. N. Am., 64, 331–342.

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